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La gestione del capitale circolante

Sappiamo bene che il ciclo aziendale genera un fabbisogno finanziario che deve essere coperto tramite finanziamento proprio o di terzi; tipicamente le uscite si verificano prima del costo e gli incassi successivamente al ricavo.

Le linee gestionali che consentono di contenere il fabbisogno di circolante, volendo semplificare, riguardano: la politica di concessione del credito ai clienti, la gestione dei termini e delle modalità di pagamento ai fornitori e l’armonizzazione delle modalità di gestione di tali variabili con le politiche di contenimento e assortimento dei beni in magazzino, grazie ad una maggiore flessibilità della produzione e ad efficienti metodi di acquisto delle materie prime. Tali elementi incidono sull’equilibrio finanziario dell’azienda ma nondimeno su quello economico.

La concessione di credito commerciale, ad esempio, genera sì il fabbisogno diretto di copertura dei costi necessari per arrivare ad emettere la fattura di vendita, fissi o variabili che siano, ma altresì oneri finanziari per il tempo di dilazione, costi di incasso ed eventuali costi di recupero (incluse eventuali perdite su crediti). Ciò significa che la differenza temporale tra ricavo e incasso genera un deperimento del margine economico.

È necessario, quindi:

  • impostare una corretta strategia di affidamento dei clienti,
  • monitorare l’andamento dei flussi di cassa in entrata tramite sistemi di controllo di gestione,
  • intervenire tempestivamente anche “scartando” il cliente.

L’obiettivo finale dovrà essere quello di migliorare la qualità intrinseca del fatturato puntando ad una corretta diversificazione del rischio tramite segmentazione della clientela.

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