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Segnalati da BOCG

Come presentarsi agli investitori

Le piccole e medie imprese italiane rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto industriale; generalmente si tratta di imprese nelle quali un soggetto – l’imprenditore o la famiglia – detiene una quota di capitale di rischio sufficiente ad assicurarne il controllo.

Tale modello da un lato è risultato vincente perché foriero di strategie di nicchia, elusive della competizione ma dall’altro ha penalizzato, spesso, lo sviluppo a causa della difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie. Gli obiettivi della ricerca di capitali esterni, che non incidano sulla posizione finanziaria netta ma aumentino la consistenza dell’equity, possono essere molteplici: uscita della famiglia o del management dall’azienda, passaggio generazionale, necessità di rafforzare la capitalizzazione, opportunità di procedere con acquisizioni di altre aziende. Nonostante sia in corso una rilevante inversione di tendenza, persistono ancora grandi barriere psicologiche verso investitori esterni che apportano nuovi capitali perché è forte il radicamento di una imprenditorialità che non sente il bisogno di sostituire modelli di gestione “superati” attraverso
l’apertura della compagine proprietaria a nuovi soci.

Nella ricerca di un socio, l’obiettivo principale è quello di trovare un soggetto che condivida la propria iniziativa sulla base di un rapporto di fiducia reciproca e, quindi, già i primi “approcci” e le sensazioni a questi collegate, assumono grande importanza.

Nel proporre il proprio progetto imprenditoriale, la proprietà e/o il management, possono utilizzare vari strumenti da predisporre, auspicabilmente, in via preliminare. Si tratta di due documenti standard utilizzati frequentemente.

  1. Il TEASER ovvero un documento anonimo che riporta le caratteristiche fondamentali dell’iniziativa imprenditoriale per la quale un’azienda, sconosciuta all’interno del documento stesso, si propone al mercato con l’obiettivo di reperire capitali e condividere il progetto di crescita.
  2. L’INFORMATION MEMORANDUM ovvero un documento, non più in forma anonima, che riassume le caratteristiche generali di un’impresa o di una start-up a beneficio di un potenziale investitore nel capitale di rischio.

Inoltre l’impresa deve necessariamente predisporre, al momento della diffusione del teaser e dell’information memorandum, un accordo di riservatezza, da sottoporre alla firma dei vari interlocutori, con la quale questi ultimi si impegnano a non diffondere le informazioni aziendali se non a quei soggetti, che è necessario coinvolgere per valutare alcuni aspetti dell’operazione.

Nel caso si verifichi un’uscita completa si dovrà affrontare un iter che cerchiamo di sintetizzare nei punti che seguono:

  • analisi delle motivazioni sottostanti la decisione di cessione, delle implicazioni sulla prevista operazione e della strategia di vendita;
  • analisi delle controparti potenzialmente interessate e delle possibili motivazioni all’acquisto (competitors, operatori di settori limitrofi o complementari, operatori di private equity);
  • redazione di un memorandum informativo che sintetizzi le caratteristiche principali e peculiari dell’attività da cedere;
  • attivazione dei contatti con le controparti;
  • predisposizione e coordinamento di un’eventuale «data room» e della «due diligence» svolta dal/i potenziali acquirenti;
  • avvio delle negoziazioni,
  • contratto di compravendita e documentazione strumentale al perfezionamento dell’operazione;
  • closing

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